La fragile ripresa aspetta Draghi
Mario Draghi dà segnali contraddittori agli investitori circa il dispiegamento di nuove misure (anche) non convenzionali di politica monetaria. Ieri nell’insolito contesto della conferenza dei partiti di governo tedeschi tenutasi a Bonn, il presidente della Banca centrale europea ha detto che l’acquisto di asset finanziari, il cosiddetto Quantitative easing, è al momento “lontano” e “relativamente improbabile”. Invece, solo la settimana scorsa, era stato esplicito come non mai nel segnalare l’intenzione di “incrementare significativamente il grado di accomodamento della politica monetaria”, ha detto in una conferenza pubblica ad Amsterdam.
24 AGO 20

Mario Draghi dà segnali contraddittori agli investitori circa il dispiegamento di nuove misure (anche) non convenzionali di politica monetaria. Ieri nell’insolito contesto della conferenza dei partiti di governo tedeschi tenutasi a Bonn, il presidente della Banca centrale europea ha detto che l’acquisto di asset finanziari, il cosiddetto Quantitative easing, è al momento “lontano” e “relativamente improbabile”. Invece, solo la settimana scorsa, era stato esplicito come non mai nel segnalare l’intenzione di “incrementare significativamente il grado di accomodamento della politica monetaria”, ha detto in una conferenza pubblica ad Amsterdam. Davanti all’azionista di riferimento dell’Eurozona, rappresentato dalla Germania, è dunque sembrato ben più conservativo – ha parlato in via riservata, ma le indiscrezioni sono state comunque captate da Bloomberg.
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Draghi ha abituato i mercati a comportamenti innovativi raggiungendo risultati importanti senza un apprezzabile costo finanziario e pertanto ha conquistato autorevolezza. E’ perciò difficile pensare a una sua perdita graduale di autonomia dalla politica, anche dopo il parziale dietrofront di Bonn. Si sa, peraltro, che i tempi e le modalità d’intervento saranno decise dal board Bce su base tecnica, tenendo conto dei dati sul tasso di inflazione in aprile di domani: se il tasso non risale dall’attuale 0,5 per cento verso l’1, o se il dato delude le attese, ci sono tutte le premesse per le misure convenzionali e non convenzionali. Vedremo, ma i risultati positivi del consolidamento fiscale, costato sacrifici e l’aumento del rapporto debito/pil, non vanno sprecati. Ciò dipende anche dall’azione della Bce.